Shockwave, Why Me? Why Not e il coraggio di camminare con le proprie gambe

Shockwave

Liam Gallagher, grazie a brani come Shockwave, Once e Halo, confeziona un album che riesce a scavare nella malinconia dei fan degli Oasis restando comodamente nella sua confort zone vocale ed esistenziale

Definire l’ultimo anno Shockwave è come giocare alla Ruota della Fortuna del compianto Mike Bongiorno, ricercando l’aggettivazione più consona. Beh direi che forse potrei tradurlo in “sorprendente”. Non ho vinto alcun montepremi, non ho raggiunto particolari vette o ricevuto riconoscimenti speciali. Nell’ultimo anno ho fatto una vita più o meno ordinaria, in modo decisamente normale. Eppure mai prima, ho avuto l’impressione di avere questa energia: questa voglia di tentare, di mettermi alla prova, di ascoltare per scoprire, guardare per capire. Intorno a me si è mossa una piccola rivoluzione di vita, ma l’unica cosa che è cambiata veramente, sono io. Mi sono innamorata come un’adolescente, anche se sono più vicina alla crisi di mezza età che a quella dell’acne liceale, ho definitivamente scelto la strada in cui voglio che il mio futuro vada, ho sacrificato pezzi di un rene per la mia tenacia. E si sa, le grandi rivoluzioni partono sempre dalle piccole cose. Da due occhi blu, da un album di cui ti lasci cullare, da un cognome, Gallagher.

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“Life & Drink in 33 Giri” parte da Liam Gallagher, dal primo brano del suo vinile, dall’Onda d’Urto che ha portato la nascita di “Shockwave”

E così che è nata questo magazine, da un coacervo di passione, voglia di cambiamento e necessità di sfidare la sorte. Un’onda d’urto nella mia vita, e nelle vostre. Lo stesso “Shockwave” che ha lanciato Ourkid qualche giorno fa, quello da cui voglio partire in questo racconto fatto di musica in 33 giri, pezzi di vita, accompagnamenti alcolici e sentimenti. Questo è “Life & Drink in 33 Giri”, la rubrica di una di voi, una nostalgica del passato con un piede sempre ben piantato nel futuro.
Adesso bando alle ciance, il racconto del nostro Liam Gallagher e della sua seconda fatica discografica solista ci aspetta. Siete pronti ad alzare la testina del vostro giradischi e farvi cullare dalle sue note insieme a me? Allora forza, saltiamo tutti sul carro che ci porterà dritti nella Manchester Oasisiana, che un tempo era splendente, oggi sembra sopita, ma che sono certa tornerà.

Shockwave: “Preparati mondo, sta per darti una notizia sconcertante. Sta arrivando come un’onda d’urto”

La dimensione del presente è la più difficile da abitare, ci mettiamo dentro tutto quello che abbiamo ereditato dal passato e tutto quello che desideriamo dal futuro. La proiezione è un’occasione perduta: quella di armarsi e partire, vivere, sperimentare, provare. Non c’è un luogo, se non l’arena, in cui potremo esercitare il nostro diritto alla vita e non c’è alcun modo perfetto di farlo, quindi go get it.
Shockwave, primo brano del Lato A di Why Me? Why Not, rende subito chiaro quale sarà il mood del disco: OurKid ha chiuso i conti con il passato, sta facendo pace con il ragazzone rissoso, che distruggeva le sale prove, si presentava ai concerti ubriaco marcio costringendo The Chief Noel ad impugnare il microfono e immolarsi frontman, e lo fa in un brano – unico in cui la sua mano è l’unica firma autoriale – in cui fa un mea culpa su tutta la sciaguratezza rock ‘n roll che lo ha contraddistinto. Un video che sottolinea ancor di più questo messaggio, in cui in uno sfondo bianco e nero “Il Nostro” passeggia tra le fiamme di una città al rogo. Sì passeggia non corre, come se non cercasse di sfuggire a loro, ma volesse proprio attraversarle.
Insomma “Preparati mondo, sta per darti una notizia sconcertante, sta arrivando come un’onda d’urto”, e cioè che siamo tornati, Liam come solista, Fabiana anche. Riuscirai ad attutire questo doppio colpo?

It’s coming round like a shockwave, hey

One of us e Once: ecco l’appello al fratello Noel

Ok lo confesso subito, così evitiamo di cadere in errore o contraddittorietà: io tra i due fratelli coltelli faccio parte del fronte Noel, così come nel caso dei fratelli Muccino. Insomma subisco il fascino dei maggiori, essendo io stessa la maggiore di due. Detto questo veniamo ai successivi due brani che seguono Shockwave, entrambi rivolti chiaramente a The Chief. Che tra i due non corra buon sangue è storia nota, che i punzecchiamenti via Tweet riescano ad essere degni della migliore puntata di Beatiful come nel più acclamato duello fra Ridge Forrester e Bill Spencer nella conquista di Brooke Logan, riescano ad appassionare ogni fascia generazionale, anche. Ma questo Liam Gallagher lo sa bene, e ci marcia abbondantemente sopra. Dopo aver inviato – privatamente – un messaggio ad Anais, figlia del fratello, minacciando lei e la matrigna, moglie di suo padre, piange pubblicamente invocando al perdono di Noel e lo prega di riformare gli Oasis. Insomma marketing, hype, affezione familiare, nostalgia? La verità come in ogni storia che si rispetti sta nel mezzo.

“Ehi ragazzo, lo sapevi?
Oggi 16 anni fa
Eravamo io e te per l’ultima volta
Hai detto con rabbia
Con un anello di fumo intorno alle tue teste
Che mi avresti guardato dall’altra parte”

Dice in “One of Us”, nel cui video appaiono tre sedie, esattamente lo stesso numero dei fratelli Gallagher (Sì, esiste anche Paul, il maggiore. Silenzioso fotografo che segue il minore dei tre religiosamente in giro per i suoi concerti), di cui quella di mezzo – come per le età – spettante a Noel, resta vuota. Sulla porta di un magazzino appare la scritta “28 – 09 – 2009”, che coincide con la fine degli Oasis. Insomma un brano che non può non colpire le coscienze, i cuori e le speranze dei fan incalliti. Le vostre. Le mie.

You said we’d live forever

Now That I’ve Found You e Halo, l’omaggio a Debbie e l’inno all’amore

Dietro un grande uomo c’è spesso una grande donna, quante volte avete sentito ripetere o ripetuto a vostra volta questa frase? Bene di questa opinione è evidentemente anche il buon Liam che alla sua manager, compagna e futura moglie Debbie deve la sua stabilità emotiva e anche il ritorno a fare musica. Now That I’ve Found You riesce a distendere un po’ i toni del “racconto” che fino ad ora aveva conosciuto solo sferzate di spessore e che qui trovano nella semplicità della ripetizione una valvola di sfogo ideale.
Halo incalza sugli stessi toni: “Sto arrivando, mio tesoro. Lei è tutto ciò che voglio, riempie la mia pelle come un’aura intorno al sole
Dopo la delusione dei Beady Eye, Liam Gallagher aveva davvero pensato di dover rinunciare ad essere la più grande rock star del mondo (non sapremo mai se gli frega davvero di fare musica o è interessato maggiormente a mantenere questo ruolo sociale nel mondo, e nel suo immaginario) quando è arrivata lei, che da manager ha vestito anche i panni di life coaching. Normalmente davanti alle difficoltà umane si dividono due pensieri contrapposti: la filosofia del saper vincere contro la filosofia del saper perdere. Vincenza contro Perdenza. I primi sono per il: il mondo è tuo! Osa, vai Conan tutto deve ricominciare! Salta i pericoli, vola tra gli alberi, corri insieme a noi… i secondi sono i traumatizzati, gente mezza acciaccata che si tiene insieme come può e infatti ha bisogno del life scotch. Liam evidentemente appartiene alla seconda categoria, ma il suo scotch lo ha bevuto con Debbie, e il risultato sono queste ballad d’amore lennoniane e un matrimonio imminente alle porte. Sceglietevi la donna che tiri fuori il meglio di voi.

Signori e Signore … “Why Me? Why Not!”

“La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza” ci insegna lo Jedi Maestro Yoda, e questo OurKid lo sa bene. L’odio conduce alla sofferenza e con il passato bisogna far pace.

“La strada è lunga
Scava a fondo, non insegnare alla tua sofferenza la canzone
Resisti, tieni duro
Mostra amore, va bene!”

Amore per quello che si fa, amore per quello che si è. Why Me? Why Not, sembra il seguito ideale del primo brano nonché l’inno perfetto di Shockwave, questo progetto editoriale nato dalla passione di un gruppo di amici che in comune hanno due cose: l’amore per l’arte e la voglia di mostrarlo. A trent’anni mi sono stancata di dirmi che sono figa da sola. Pare che ci dobbiamo mettere allo specchio e poi parte tutto un uh che fighe che siamo, siamo le più fighe, uh che bone da paura, siamo worderwoman e possiamo fare tutto da noi. Ma che è tutta questa responsabilità, amiche, tutti questi bilanci mattutini, tutti questi: che bella la vita, viva viva come sono risolta oggi. La verità è per la buona riuscita di ogni progetto, fosse solo anche quello del saper vivere, abbiamo bisogno dei giusti alleati, perché come ripete il buon Liam “Conta l’amore che hai”.

Life Scotch, quando tutto ciò di cui hai bisogno è un compagno di pensieri alcolico

Ad ogni vigilia di un evento importante, i pensieri fanno capolino, così come le ansie, le paure e le aspettative. Tiro fuori dalla mia dispensa alcolica uno scotch, il Glen Grant, con cui mia nonna mi ha cresciuta per curarmi il mal di denti, e inizio a riflettere sul senso di questa avventura chiamata Shockwave. Mi concentro sul mio bicchiere, contiene un palliativo alle elucubrazioni della mia mente che mostra fin da subito una ovvia gioventù: sentori di malto d’orzo molto marcati e quasi da new make, prato appena tagliato, fiori di campo e una decisa nota di mele che tuttavia si abbina ad altri aromi fruttati tra cui si evince anche una piacevole pera. Continua con un velo di vaniglia etereo e sfuggente. Giovane sì, ma limpido e onesto. Così come lo sono le nostre intenzioni in questo progetto. Un alleato perfetto, in questa serata.

shockwave

Be Still: “Sii Forte. Ho aspettato questo momento troppo a lungo”

Ecco la risposta ai miei pensieri altalenanti, è proprio Liam a fornirmela con il primo brano del Lato B di Why Me? Why Not!, Be Still. Senza dubbio il mio brano del cuore in questo vinile. Con le sue chitarre alla Rolling Stones dano la nota rock ‘n roll all’album, senza mai scostare dalla melodia tipica del Britpop di cui i Gallagher sono padrini e padroni. 
Devi tenere la testa alta se vuoi rompere le catene che ti legano al passato“, riflette nel ritornello di Meadow, mettendo una pietra sopra anni tormentati e difficili. Una ballad tristemente romantica che suona come quella lettera d’addio al tuo grande amore (gli Oasis?). L’ultima lettera è la lettera impossibile. Ci dovrebbe stare dentro tutto. La passione, il rimpianto, le frasi ad effetto, le recriminazioni, i detti e i non detti. Ci deve stare un’ultima parola che non sia fine, che fine l’abbiamo usata, urlata, dichiarata, ci abbiamo armeggiato e duellato, l’abbiamo promessa e spergiurata, fino a svuotarla di significato. Liam ha avuto anche il coraggio di spedirla, all’etere, a suo fratello, al suo io del passato, a me.

The River: I cambiamenti avvengono quando cade l’acqua”

Non ho chiaro cosa aspettarmi dal futuro e me lo chiedo molto meno che in passato. So bene di cosa è fatto il mio presente, cosa vorrei tenere, alimentare, nutrire e cosa pian piano lasciar scorrere via. Di tutta questa energia che oggi sento brulicare tra le mani, vorrei fare qualcosa di buono. Ho imparato che senza gli altri valgo meno e resto più ignorante. Ho imparato che senza studiare ci si meraviglia meno, si resta indietro. Ho imparato che vendersi è sciocco, esporsi può essere più o meno utile, ma metterci la faccia è fondamentale. E che i cambiamenti avvengono quando cade l’acqua e che sulla riva del fiume non si attende il cadavere del tuo nemico, ma ci si riposa dalla fatica dell’impegno quotidiano.

Shockwave

Tornando all’incipit iniziale ed al peso di questo anno, la cosa su cui ho dovuto lavorare più di me stessa, è la vulnerabilità. Non è (solo) una questione di voler avere risposte, trovare soluzioni, riuscire negli intenti, fare bene e far funzionare le cose. È piuttosto fare pace con se stessi e imparare a scegliere. Scendere a patti con la verità, scoprirsi e volersi bene per quello che si è. Non funzioneremo in tutto e continueremo a fallire, ma se ci liberiamo dalla paura di perdere e ci ascoltiamo di più, potremmo finire ad esser grati anche per i momenti, i giorni, le settimane “no”. E io grazie a Shockwave non fallirò più. Grazie Liam Gallagher, per aver scritto la colonna sonora di questa avventura, nonché della mia intera esistenza, perché chi dice che la musica non ti salva mente, lo fa spudoratamente. Bentornato OurKid.

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