Formula 1 d’autore: alla prossima

Ed anche questa stagione di Formula 1 è giunta al termine. Un’altra stagione dove la Mercedes domina, dove Hamilton vince, mentre la Ferrari neanche ci prova a vincere il titolo. Una che però ci ha dato spettacolo nella classifica degli “altri”, costruttori e piloti. Ed ora aspettiamo il 2020, o forse, il 2021.

E’ difficile parlare di questa stagione di Formula 1 da tifoso ferrarista, che si è visto finire la stagione già dalla seconda gara in Bahrain, capendo che la SF90 non era poi così tanto “da mondiale”. Invece è facile parlarne da appassionato che ha visto nascere tante stelle, che ha visto dello spettacolo nel campionato degli altri quando ha visto che il campionato dei top team (Mercedes, Ferrari e Red Bull) era chiuso “per colpa” del dominio Mercedes. Ed è per questo che parlerò di momenti chiave della stagione attraverso la musica, nominando canzoni che identificano quei momenti. Alcuni momenti saranno “valutati” dal mio essere tifoso e altri dal mio essere appassionato. Di un ragazzo che quando disse alla seconda gara “vabbè anche quest’anno il campionato è già chiuso a favore della Mercedes” si prese la briga di farsi considerare un pessimista, e si sentiva, però, ancora più appassionato pensando al campionato degli altri.

Se dovessi definire i test invernali con una parola sarebbe sicuramente “bugia”. Una bugia che ci è stata detta da tutte le scuderie, da quelle più grandi a quelle più piccole (tranne per la Williams, che non presentandosi ci disse la verità sulla sua stagione fallimentare).

Per gli appassionati la stagione inizia a febbraio, durante i test invernali, da dove molti cominciano a tirare le somme, senza neanche aspettare il primo Gran Premio della stagione. Ecco quindi che quella “bugia” diventa la parola che può identificare, in generale, la stagione del 2019. Quindi prendete il vostro telefono, mettete delle cuffie e avviate “You’re a Lie” di Slash/Myles Kennedy/The Conspirators e potrete capire quella che è stata la stagione di Formula 1 del 2019, senza andare nei dettagli. Ma a me la “generalizzazione” non piace, quindi voglio andare nei dettagli. Dettagli solo di alcune gare però, da cui si sono potuti avere verdetti prematuri, emozioni e anche aspettative per il 2020. Andrò nei dettagli di alcune scuderie, che si sono ritrovate il loro destino già scritto a poche gare dopo l’inizio del campionato. E dedicherò un paragrafo a parte a quella brutta cosa chiamata morte.

Una stagione divisa in due: una prima parte già scritta, in cui la Mercedes ha finito la pratica mondiale ancora prima della vera e propria fine della prima parte di stagione. Per molti è stato un male, ma in realtà quel “chiudere la pratica” ha favorito lo spettacolo nella seconda parte di stagione.

Immaginate ora di stare su una strada lunghissima, un rettilineo, delimitato da dei muri che rappresentano tutte le piste della prima parte di stagione, dall’Australia all’Ungheria. Mentre percorrete questo rettilineo ascoltate “The Writing on the Wall” degli Alter Bridge. Piano piano sul muro di ogni pista appariranno delle scritte che rappresentano il destino di ogni scuderia. Ecco vi basterà quello per capire quei dettagli che mi piacciono tanto, dalla Ferrari che già capì il suo non essere competitiva alla Haas che capì che sarebbe stata un altra stagione disastrosa, o alla McLaren che cominciò a risplendere in Francia e alla Toro Rosso che con il podio in Germania ci diede un antipasto della seconda parte di stagione. Arrivati alla fine di questo enorme muro vedrete una grande festa, con in sottofondo canzoni a celebrare i giovani che hanno dato spettacolo durante la seconda parte di stagione.

Siete arrivati fino a qui ? Bene, significa che volete sapere ogni dettagli, ed eccovi accontentati. Per la seconda parte di stagione voglio scomodare due canzoni: “Astri” dei Folkstone e “Forever Young” di Jay Z. La prima per i tanti giovani che si sono fatti notare, qualsiasi fosse la loro scuderia (come Russel con la Williams), e la seconda canzone per quei veterani (come Hamilton e Vettel) che comunque hanno dovuto dare delle lezioni ai più giovani, come fu per Vettel a Singapore nei confronti di Leclerc, o che si sono dati battaglia tra di loro come Hamilton e Vettel a Suzuka. Ecco che quindi la seconda parte di stagione si può definire con un detto “quando il gatto non c’è i topi ballano”. Quei topi sono i Top Team, e io topi sono i gli “altri” team, come nel caso del Brasile dove per la prima volta da molto tempo Mercedes e Ferrari non sono salite sul podio a vantaggio della McLaren con Sainz e di un Gasly con la Toro Rosso.

La Formula 1 sa dare emozioni, spesso queste emozioni ti distruggono, ti fanno pensare a quanto tu, appassionato, debba dare a quei piloti che rischiano la vita in ogni giro per darti spettacolo.

Per finire questo “lungo” articolo non posso non salutarvi con un pensiero, un pensiero che va ad Anthoinie Hubert scomparso tragicamente dopo un incidente di Formula 2 sul circuito di SPA in Belgio, non posso non pensare alla scomparsa di Niki Lauda, scomparso nella settimana del GP di Monaco, dopo mesi di battaglia contro una malattia che lo stava portando via. Ed è per questo che a loro, futuro e passato della Formula 1 voglio dedicare una canzone che porta il nome di un altro pilota che ha fatto la storia, scomparso, purtroppo, 25 anni fa durante quel tragico week-end ad Imola: “Ayrton” di Lucio Dalla.

Ora aspettiamo il 19 febbraio, per i test invernali, pronti per sentire quel rombo che ancora in tanti, per fortuna, riescono ad apprezzare.

Formula 1

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