Sanremo 2020: la vittoria di Achille Lauro

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La 70esima edizione del Festival di Sanremo per me sarà ricordata come quella in cui i giovani sono stati “boicottati”, o almeno ci hanno provato. Bruciava ancora troppo la vittoria di Mahmood nella scorsa edizione (che sfiorò anche la vittoria all’Eurovision). Quest’anno però il tutto è venuto a galla, grazie ad un’artista, Achille Lauro.

Prima di parlare di quello che è stato Achille Lauro per il Festival di Sanremo permettetemi di fare una premessa. Permettetemi di dire che io non ci sto. Non ci sto a considerare questo festival come quello più giovanile di sempre. Non basta l’aver mandato in finale Francesco Gabbani, I Pinguini Tattici Nucleari e Diodato, non basta la morale di Fiorello su quanto siano importanti i giovani, poi seguita dalla vittoria di Diodato. Per me restate comunque persone piccole e con la coscienza sporca, capaci di lamentarsi del fatto che la musica in Italia non si di qualità (evidente segno di ignoranza) per poi odiare proprio quegli artisti che fanno grande l’Italia nel mondo con contenuti sempre al passo con i tempi. Questo Sanremo sarà ricordato come l’ennesima dimostrazione del fatto che in Italia c’è una “guerra di classe” tra giovani (compreso anche tutto ciò che è “nuovo”) e vecchi, che va sempre più a favore della seconda categoria.

Siete stati furbi però, a farlo passare per festival giovane anche dietro alle polemiche su Junior Cally. Ma voi sapevate, sapevate che l’italiano medio, di fronte allo scandalo si sarebbe convinto che fatto che “giovane=cattivo”. E così è stato, ed il tutto è venuto a galla nel post prima serata di Sanremo subito dopo l’esibizione di Achille Lauro. E quello che è venuto fuori è una fotografia inquietante del nostro paese. Un paese che in primis, come ho già detto, rifiuta tutto ciò che è giovane, sia d’età che di contenuti, un paese che rifiuta la scoperta e il “genio”, un paese ignorante, e la cosa peggiore è che TROPPO spesso ci sono proprio dei giovani dietro a questi rifiuti. Infondo “Sanremo è la fotografia del nostro paese”, ed il fotografo è Achille Lauro. Proprio lui che per quattro serate è stato quattro Achille Lauro differenti: San Francesco, Ziggy Stardust, la Marchesa Casati ed Elisabetta I di Tudor.

Quattro personaggi, ognuno con un preciso collegamento al titolo della canzone “Me ne Frego”. Ogni personaggio raccontato tramite indizi sui social. Ognuno dei personaggi che, a modo loro, hanno cambiato la storia grazie a certi gesti.

Primo personaggio-San Francesco: Achille Lauro si presenta sul palco con una lunga tunica, una tunica a rappresentanza di quella ricchezza che apparteneva a San Francesco. Poi a pochi secondi dall’inizio della canzone si “spoglia” di quella tunica per rimanere ”nudo”, proprio come fece il santo di Assisi, che si spogliò di tutti i beni del padre per dedicare la sua vita a Dio, come rappresentato nel dipinto di Giotto a cui Achille si è ispirato. Ma dietro questa prima esibizione ha altro da dire. Perchè Lauro se ne è fregato dei canoni del vestiario del Festival di Sanremo, di quella regola del “smoking e cravattino” per gli uomini e del “vestito da sera con gli strascichi” per le donne. Lui fin dalla prima serata se ne è fregato di quello che avreste potuto dire. E poi, in questo “spogliarsi” ho visto un Achille Lauro che si è voluto togliere di dosso, una volta per tutte, quella trap che tanto gli ha dato. Proprio come lo stesso artista ha dichiarato in un’intervista.

Achille Lauro

“Cinquantenni disgustosi, maschi omofobi. Ho avuto a che fare per anni con ‘sta gente volgare per via dei miei giri. Sono cresciuto con ‘sto schifo.
L’aria densa di finto testosterone, il linguaggio tribale costruito, anaffettivo nei confronti del femminile e in generale l’immagine di donna oggetto con cui sono cresciuto.
Sono allergico ai modi maschili, ignoranti con cui sono cresciuto. Allora indossare capi di abbigliamento femminili, oltre che il trucco, la confusione di generi è il mio modo di dissentire e ribadire il mio anarchismo, di rifiutare le convenzioni da cui poi si genera discriminazione e violenza.

Sono fatto così mi metto quel che voglio e mi piace: la pelliccia, la pochette, gli occhiali glitterati sono da femmina? Allora sono una femmina.
Tutto qui?
Io voglio essere mortalmente contagiato dalla femminilità, che per me significa delicatezza, eleganza, candore.
Ogni tanto qualcuno mi dice:
ma che ti è successo?
Io rispondo: “Sono diventato una signorina”.

Sanremo 2020

Secondo personaggio-Ziggy Stardust: per la serata dedicata alle cover Achille Lauro ha eseguito “Gli Uomini non Cambiano” della grandissima Mia Martini, duettando con Annalisa. Achille Lauro si presenta vestito da uno dei tanti personaggi rappresentati da David Bowie. Bowie fu uno dei primi artisti ad avere il coraggio di uscire dagli schemi dell’epoca, cercando di eliminare il concetto di “genere”. E lui se ne è fregato di quelli che gli avrebbero detto che lui non fosse degno di rappresentare Bowie (come poi è successo). Ma nella terza serata, e seconda sua esibizione, Achille ha cantato “Gli Uomini non Cambiano”, una canzone che sa quasi di “risposta” a tutti quelli che lo avevano criticato dopo la prima esibizione accusandolo di essere poco maschile, una cosa inaccettabile, per loro, sul palco di Sanremo. Ed ecco quindi che anche in questo caso, Achille Lauro riesce a collegare una grande perfomance ad un altro messaggio.

Sanremo 2020

Terzo personaggio-Marchesa Luisa Casati: ok, in questo caso devo dire che Achille lauro ha messo in difficoltà anche a me, perchè i due precedenti outfit erano “abbastanza” facili da identificare per poi ragionarci su. Ma perchè l’artista ha scelto di fare un tributo alla Marchesa? Perchè la Marchesa è ricordata soprattutto per il suo mecenatismo, diventò egli stessa un’opera d’arte, ed Achille Lauro dopo questo festival ha dichiarato diverse volte che il suo obiettivo fosse portare l’arte sul palco dell’Ariston, come se si fosse ad un suo concerto. Ma un’altra caratteristica per cui è ricordata la Marchesa Luisa Casati è quella che venne considerata “troppo avanti” per i suoi tempi, proprio come Achille, troppo avanti per i nostri tempi, tanto da non essere capito, in un mondo ignorante dove il suo rappresentare San Francesco viene confuso con il rappresentare Freddie Mercury.

Sanremo 2020

Quarto personaggio-Elisabetta I Tudor: per la quarta ed ultima esibizione Achille Lauro aveva dato come indizio iniziale una corona, e subito molti di noi pensarono che sarebbe entrato in scena vestito da Freddie Mercury ma cambiò tutto appena vidi che sulle storie del profilo instagram una frase presa dalla Bibbia, che ci ha fatto pensare che sarebbe salito sul palco con le vesti di Gesù. Ma lui alla fine ci stupisce a tutti, e come ogni gran finale che si rispetti riesce a stupire tutti, arrivando a collegare tutti gli indizi che aveva dato, ed anche la stessa “Me ne Frego” ad Elisabetta I, che se ne fregò di vivere in una società maschilista, e sfruttando la sua immagine di regina riuscì a vivere andando appunto contro quegli schemi. Se ne fregò anche dei compiti di regina pur di combattere per la libertà del suo popolo, quel popolo che nel caso di Achille Lauro è composto da persone che ancora non si sentono liberi di esprimersi.

Sanremo 2020

Tramite quattro personaggi, in quattro serate è riuscito a tirare fuori il peggio del paese. Un paese che odia ancora tanto chi si mette in gioco, che odia vedersi cancellate le regole, inutile, in cui crede. Achille Lauro ha avuto coraggio ed ha distrutto tutto ma facendolo notare, quindi, lui è il vero vincitore.

Dopo la prima serata di Sanremo i commenti su Achille Lauro non tardarono ad arrivare. Da chi lo criticava per l’aspetto fisico per arrivare a chi lo criticava per il suo imitare, ingiustamente, i miti del passato. E proprio su quest’ultime critiche che vorrei concentrarmi. Perchè Achille Lauro e i suoi fans si ritrovano criticati da chi nel passato seguiva artisti che facevano le stesse cose di Lauro. Artisti che attraverso lo “scandalo” cercavano di eliminare certe regole della società, che purtroppo, ancora non sono sparite. Altri personaggi famosi che cercavano di dare voce a quella gente che non l’aveva, che non si sentiva libera attraverso la loro arte, magari tra quelli che in questi giorni stanno criticando Achille Lauro ci sono persone che cercavano di essere liberi, ma avendo la memoria troppo corta si sono scordate di quelli che erano per loro e per la libertà, artisti come Renato Zero, David Bowie e Freddie Mercury, per citare quelli a cui è stato confrontato Lauro

Sanremo 2020: la vittoria di Achille Lauro 1

Ma Achille Lauro in questo Festival di Sanremo non è stato sol il vincitore, morale, ma anche un fotografo. Lo stesso fotografo della frase che recita: “Sanremo è la fotografia del nostro paese”. Un paese sempre più indietro nel tempo, talmente indietro per finire di avere bisogno di Achille Lauro che fa le stesse cose di Renato Zero. Perchè sì, e vero, non c’è nulla di innovativo in questo, lo hanno fatto in molti nei tempi passati, ma se vi ha dato fastidio, se c’è stato bisogno di dare ancora questo tipo di messaggi, significa che ci sono ancora persone che vogliono avere la libertà che gli spetta, che vogliono urlare al mondo cosa siano realmente, ed Achille Lauro è la loro voce. Ma voi, purtroppo, non lo meritate. Perchè inquell’ottavo posto, in tutte le critiche che gli fate, nei fischi, pochi, che gli avete fatto, c’è probabilmente un ragazzo giovane dei vostri tempi che amava Renato Zero, che tramite quest’ultimo cercava di urlare il suo “io”, ma che non riuscito ad urlare abbastanza. Ed ora, l’unica cosa di utile che potete fare è fischiare e criticare Achille Lauro dando linfa vitale a noi che abbiamo una voglia matta di esprimerci a modo nostro senza stare dietro ai canoni della società.

Marco Mancinelli
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