Alter Bridge: Walk The Sky, quando l’emozione non basta [Recensione]

Dopo il tanto discusso “The Last Hero”, gli Alter Bridge tornano sulle scene mondiale, con i loro “Walk The Sky” in uscita il 18 Ottobre. Un album che con i suoi singoli rilasciati ha già deluso molti fan.

Non credo di essere l’unico a pensare che un album degli Alter Bridge non vada giudicato a seconda del lavoro fatto, che esso sia negativo o positivo. Nel loro caso bisogna prendere in considerazione il fattore emozione. Perchè una delle tante qualità degli Alter Bridge proprio quella di emozionare le masse attraverso le loro canzoni, anche quelle poco apprezzate. Queste emozioni spesso vengono in gran parte dai loro testi, che uniti a loro certi suoni si amalgamano perfettamente per dare al pubblico un’emozione che tante band sembrano non riuscire più a dare. Insomma una cosa che non riesce proprio a tutte le band.

Lo so che cosa state pensando in questo momento. State pensando che ora questa recensione sarà scritta a seconda di quanto mi emozionerà l’album andando a tralasciare quello che è il valore oggettivo di quest’ultimo, tralasciando magari il fatto che possa essere un capolavoro o uno dei loro peggiori album. Ma non è così, perchè l’emozione arriva a seconda di come le canzoni sono scritte, e di come avevo già scritto, di come le sonorità dell’album riescono ad amalgamarsi ai testi e al resto dell’album. Quindi non vi preoccupate. Sarò severo.

Ora però, per capire meglio questo album dobbiamo prendere in considerazione The Last Hero, uscito nel 2016, un album che fece molto scalpore, che partì da quella Show Me A Leader reputata un po’ troppo pesante per quelli che sono gli Alter Bridge. In più molti fan li definirono cambiati, con appunto canzoni più pesanti, e senza più quei “testi malinconici” che erano diventanti dei testi più rabbiosi. Alla fine quell’album fu considerato “l’album 0”, quello da dove sarebbe ricominciato tutto, creando molto hype per quello che sarebbe ed è “Walk The Sky”. Sarà dura per voi scoprire che in realtà “l’album 0” è proprio quest’ultimo.

Ora, prendiamo quelli che sono stati i quattro singoli già rilasciati ovvero, “Wouldn’t You Rather”, “Pay No Mind”, “Take the Crown” e “In The Deep”. Quattro singoli, cancellano tutto quello che si era detto su The Last Hero. Gli Alter Bridge hanno ricominciato tutto proprio da questo album. Ma il fatto che abbiamo ricominciato, anzi, che una band come loro abbia ricominciato non deve significare per forza che sia tutto perfetto al primo colpo. E questo album ne è la dimostrazione.

Infatti sentendolo la prima cosa che ci trasmette è quel senso di forzatura nella scrittura dei riff. Sono presenti troppe idee che sembrano essere la stessa idea, modificati quel poco che basta per farli sembrare un minimo diversi. Questa caratteristica si può notare perfettamente già nelle due canzoni rilasciate come singoli, “Wouldn’t You Rather” e “In The Deep”. Una forzatura che purtroppo riesce a distrarci da quelle che emozioni, che personalmente aspettavo con molta ansia.

Insomma, un album che non lascia nulla, un album che non ripaga affatto quello che è stato l’hype che c’è stato in tutti questi anni. Molti di voi rimarranno delusi, o probabilmente vi sentirete costretti ad apprezzarlo, cercando di non credere a quello che sentirete. Unica nota positiva, è la traccia “Forever Falling” dove ritroviamo un Mark Tremonti alla voce dopo tanta attesa.

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TRACKLIST:

  1. One Life
  2. Wouldn’t You Rather
  3. In The Deep
  4. Godspeed
  5. Native Son
  6. Take The Crown
  7. Indoctrination
  8. The Bitter End
  9. Pay No Mind
  10. Forever Falling
  11. Clear Horizon
  12. Walking On The Sky
  13. Tear Us Apart
  14. Dying Light

Gli Alter Bridge saranno in concerto in Italia per un’unica data il 2 Dicembre 2019. A supportarli ci saranno gli Shinedown, The Raven Age e Sevendust.

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