Vanbasten per il nuovo appuntamento WeReading

Appuntamento WeReading, Vanbasten legge Pasolini

Al terzo appuntamento romano di We Reading sarà ospite il cantautore romano Vanbasten che leggerà i testi di Pierpaolo Pasolini. L’appuntamento è giovedì 13 febbraio al Salotto di Monk (non serve alcuna tessera) a ingresso gratuito. L’inizio della lettura è alle 21.45.

Che cos’è We Reading?

Quella di WeReading è una realtà culturale innovativa che si sta espandendo in diverse città italiane. È un nuovo modo di fare cultura e di vivere la parola scritta attraverso la voce e lo stare insieme. Il programma prevede una serie di incontri in cui un lettore non convenzionale sceglie secondo il proprio gusto, l’autore o il tema dell’incontro e come impostarlo: dalla semplice lettura al dialogo, fino alla performance. We Reading è anche un portale, un network di gruppi di ragazzi, tutti volontari, che scelgono di riproporre questa forma di spettacolo nella propria città, a Bologna, a Roma, a Milano come in tante altre. Per essere aggiornati con i loro eventi, consigliamo di seguire la loro pagina Facebook, WeReading

Vanbasten legge Pasolini

La solitudine: bisogna essere molto forti
per amare la solitudine
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Versi del testamento, Pier Paolo Pasolini
Kenshiro, artwork di Valerio Bulla.

Il cantautore romano ha scelto di portare in scena i testi di Pasolini, ne farà una personalissima selezione e interpretazione. Vanbasten lo conosciamo per il suo forte legame alla new wave, che caratterizza i suoi singoli già usciti. L’uscita più recente è il video di Kenshiro e presto uscirà il primo disco dell’artista. Intanto, ha annunciato le prime date del suo tour, che inizierà al Wishlist di Roma, il 6 marzo.

Perché ha scelto Pasolini?

“Ho smesso di giocare a calcio per iniziare a suonare. Ho iniziato a scrivere canzoni senza saper suonare nulla, poi ho imparato, quando gli altri erano già maturi io stavo zitto, studiavo. Ho vissuto la sala prove come uno spogliatoio, mentre prima, quando ero nello spogliatoio sognavo una sala prove. Adesso scrivo alla chitarra, al piano o su un beat qualsiasi, non importa, devo solo far sì che le canzoni non litighino tra di loro, non mi interessa avere una coerenza musicale a tutti i costi, preferisco quella lirica o contenutistica, voglio raccontare le storie, che poi sono la cosa più potente che esista. Prestissimo uscirà il mio primo disco, nel frattempo scrivo per gli altri, che siano libri o canzoni cambia poco, le parole le crivello sempre come fosse il mio primo gioco”.

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