The Bell, luci e ombre dell’umanità sulle delicate note degli Iamthemorning

The Bell

Tante sono le ombre proiettate su di noi dal sole al suo crepuscolo quante sono le ombre che, per intrinseca natura, albergano nell’animo umano. Con The Bell è proprio un viaggio nell’ombra, nei lati più oscuri dell’essere umano, quello che ci garantiscono gli Iamthemorning

Ormai garanzia di musica di qualità, personalità e carattere, il duo russo con il suo nuovo album, pubblicato sotto l’egida della Kscope Music lo scorso 2 agosto, non delude riuscendo a bissare il successo musicale del suo predecessore, Lighthouse.

Ormai noti ai più nel mondo della musica progressive, gli Iamthemorning sono nel panorama musicale un fenomeno più unico che raro. Le corde vocali e la sensibilità testuali di Marjana Semkina, delicatamente appoggiate alle raffinate idee compositive del pianista Glen Kolyadin, anche questa volta ci trasportano in un viaggio leggiadro, dai colori autunnali, crepuscolari, fresco e allo stesso tempo emotivamente impegnativo.

Iamthemorning The Bell

Riuscire ad esplorare i fiordi dell’emotività umana è probabilmente uno dei doni più belli che un musicista possa possedere

Gli Iamthemorning, con The Bell, ci trasportano in un viaggio intenso fatto di luci soffuse, ombre sui marciapiedi e tetra delicatezza. Un mondo fatato sospeso tra il gotico e il contemporaneo, che attraversa la storia, lo spazio e il tempo riuscendo a risultare attuale anche nel suo profondo radicamento nell’antico, così come il vizio umano, dai primi secoli fino ad oggi, è passato incolume attraverso anni di evoluzione e cambiamenti.

Ascoltando The Bells, tutti diventiamo un poco come Ebenezer Scrooge mentre, la musica, fa da “spirito del natale” portandoci ad osservare, finestra dopo finestra, stanza dopo stanza, via dopo via, gli angoli dove nella mente umana la luce è più fioca.

The Bell – Le Tracce

Il viaggio inizia con le frenetiche sonorità di Freak Show, impreziosita da arpeggi di piano ed isteriche accelerazioni dinamiche, proseguendo con la leggiadra acustica Blue Sea, dove una leggera chitarra va ad incrociarsi con tocchi pianistici delicati e allo stesso tempo incisivi.

Black and blue si plasma nella forma di una delicata ed atmosferica melodia notturna. Un piano elettrico dalla cadenza costante scandisce letteralmente il tempo mentre una voce eterea e delicata si intreccia con la strumentale in un crescendo costante, culminante in una “esplosione gentile”, delimitata da un piano che strizza l’occhio a tonalità maggiori.

Six Feet, come Salute, ci riporta in una dimensione teatrale dal taglio tra il gotico e il vittoriano, per poi esaurirsi e lasciarci a Ghost of a Story, traccia in cui la pre-raffaelita Marjana narra storie di tardivi risvegli da vite di menzogne, di illusioni e oscure visioni.

Song of a Psyche, uno dei fiori all’occhiello di un album che rasenta l’impeccabile, è un dolce progredire di arpeggi di chitarra acustica e pianoforte, dove una voce semplice ma di effetto, rafforzandosi su strati di cori e armonizzazioni, canta di una vita arrivata a un punto di non ritorno, di cambiamenti che non potranno più avvenire.

Le cose più banali della vita, alle volte, sono le più difficili da capire, o da ammettere. Difficile ammettere di non potersi più voltare indietro, di non poter cambiare il passato

Quello che è stato non tornerà mai e, fatti i primi passi nell’inferno, alle volte la sola scelta possibile è quella di continuare ad andare avanti, sperando di riuscire a risalire il girone, “a riveder le stelle”.

Quasi mai, però, possiamo farcela da soli. Dante ha avuto Virgilio, poi la sua Beatrice. Noi, come il sommo, abbiamo bisogno di qualcuno che ci accompagni, che ci dia la sua spalla nei momenti difficili. Così con The Bell, title track e closure dell’album, gli Iamthemorning chiudono con un’impressionante bordata emotiva il loro lavoro.

Due anime, da sole, perse nelle tante disavventure della vita, con solo i loro reciproci occhi, le loro reciproche mani, l’uno per l’altro.

Cause you are my answer and I am your field
We’re growing together, throwing the seeds
Though we’re lost and tired, still I feel inspired
By your light, by your name

Con The Bell, gli Iamthemorning, vogliono insegnarci che nulla può essere superato in solitudine

Ci ricordano che una mano tesa vale più di ogni altra cosa, che la nostra forza, talvolta, è tanta quanto quella del nostro vicino.

Un anno fa recensivo Lighthouse. Un anno dopo tante cose sono cambiate. La vita, gli affetti, gli obiettivi, le speranze, gli animi. Solo una cosa, a distanza di dodici mesi, non è cambiata. La ricerca di quella mano gentile che, anche nel buio, sappia guidare, indicare, rassicurare. Sta a noi sconfiggere i nostri demoni, ma una voce rassicurante, alle nostre spalle, prima della battaglia, può fare la differenza.

Marjana e Gleb si congedano allora con le loro note più rassicuranti che, dopo aver esplorato l’oscurità del mondo, ci ricordano di una delle poche luci che possiamo trovare nel nostro cammino. Quella di coloro che sono al nostro fianco.

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