Gab Ryal – Lightness [Recensione]

Gab Ryal – al secolo Gabriele Carannante – debutta con il suo primo Ep dal titolo Lightness. Questo lavoro è ispirato al brit rock di estrazione cantautoriale. Il musicista napoletano infatti annovera tra i suoi artisti di riferimento nomi come Damien Rice, Shawn Mendes e Ed Sheeran, ovvero il massimo che il vecchio continente ha saputo esprimere negli ultimi anni in quanto a folk rock.

Lightness, prodotto con Angelo Bibita, rappresenta la seconda vita artistica del pur giovane Gabriele che in passato si è fatto le ossa come chitarrista di una band metal. La sua strada solista poi lo ha visto dare alle stampe questo ep composto da cinque brani capaci di mettere a nudo la sua voce ma soprattutto la vena compositiva che si caratterizza per la ricerca di immediatezza espressiva.

Come dice lo stesso Gabriele i brani nascono da esperienze personali ma non si fermano solo a quello. Like That time e Breath, i due brano che aprono l’ep sono il biglietto da visita capace di inquadrare la musica di Gab Ryal, anche se per sua stessa ammissione tra i suoi ascolti c’è anche tanto Hip Hop ed elettronica. Reload è chiaramente un brano nato dall’ascolto ossessivo di Ed Sheeran, il ritmo e la scrittura riflettono l’impronta che il cantautore irlandese ha lasciato a tanti artisti suoi epigoni.

Drunk , probabilmente l’episodio migliore del disco, rallenta un po’ il ritmo spegne le luci e parla direttamente al cuore dell’ascoltatore. In qualche modo è come se Gab Ryal avesse mandato uno di quei famosi messaggi che non andrebbero mandati quando si è ubriachi, il destinatario di questo famoso messaggio ognuno in cuor suo lo conosce benissimo. Con Sofa il disco si chiude in maniera circolare riprendendo le atmosfere dell’apertura. Lightness è un album che lascia ben sperare per il futuro, Gab Ryal è un artista che può raccontarci ancora molto, sarei curioso di ascoltarlo anche in italiano.

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