Tre libri da leggere nel 2020

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Nella cultura anglo-americana si parla spesso di inspiration. L’essere ispirati da qualcosa o qualcuno, infatti, secondo gli psicologi Todd M. Thrash e Andrew J. Elliot, favorirebbe l’apertura mentale. Un individuo motivato è un individuo aperto a nuove esperienze e stimolato a fare meglio per raggiungere i propri obiettivi.

L’ispirazione diventa così un punto di partenza per la creazione o più semplicemente, favorisce il cambiamento. E come disse un polito americano “Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e diventare di più, sei un leader.”

Ecco, se uno dei vostri buoni propositi di questo 2020 è cambiare, vi propongo di lasciarvi ispirare da letture che potrebbero essere una spinta verso quel cambiamento.

  • Stoner di John Williams

Un libro che è stato definito quasi perfetto.

Come l’acqua cristallina lascia trasparire la luce, così John Williams fa della vita, a prima vista, ordinaria e desolata di Stoner, una vita straordinaria e toccante. Fa entrare la luce in un romanzo che racconta la commovente infelicità di una vita che non è andata secondo i piani ma che, nonostante tutto, nel suo alternarsi di nuovi inizi e seconde possibilità mancate, non stanca ma rapisce. È dura la vita di Stoner, non a caso, così vicina alla parola stone (in inglese ‘pietra’).

È difficile scrivere un buon libro su vite straordinarie. Lo è ancora di più se il protagonista non è mai andato oltre i confini del proprio luogo di nascita, con un matrimonio infelice, una vita sessuale insoddisfacente, una carriera accademica che non decollerà mai e un’unica figlia trascurata e consumata dalla guerra tra i genitori, che come unica via di fuga sceglierà un matrimonio altrettanto infelice, la cui unica consolazione è l’alcol.

Lungo queste pagine vi interrogherete sul significato della vita, sull’amore e sull’amare, sugli obiettivi, e sulla vita stessa che scorre come un fiume portando via tutto ciò che non siamo forti abbastanza da trattenere. Silenziosamente, Stoner entrerà nel vostro cuore. Altrettanto silenziosamente, vi saluterà, ma non vi lascerà soli.

Sarete ispirati da due uomini: il protagonista e lo scrittore.

  • Ora dimmi di te di Andrea Camilleri

Tra le mani avrete un gioiello come pochi.

Camilleri si racconta in un a lunga lettera indirizzata alla nipotina di quattro anni e agli italiani. Si presenta e si racconta pensando che, sì, ci sarà qualcuno che le racconterà di lui, ma vuole essere lui stesso a scegliere le parole per farsi conoscere. Ecco che dunque mette in rilievo i momenti più significativi della sua gioventù in epoca fascista alla sua maturità, cercando tramite la parola scritta di sopperire a quel dialogo che non potrà mai avvenire a tu per tu.

Tra le pagine che ho più amato, vi sono quelle dedicate al matrimonio con Rosetta, in cui racconta: “Sono stato un uomo fortunato. E se il mio matrimonio è durato tanto ciò è dovuto principalmente alla intelligenza, alla comprensione e alla pazienza di Rosetta. Il nostro rapporto non è mai stato alterato da nessun evento esterno. (…) Rosetta è stata la spina dorsale della mia esistenza e continua ad esserlo. Quando facevo il regista di teatro tenevo più al suo giudizio che a quello dei critici. Non c’è rigo che io abbia pubblicato che non sia stato prima letto da lei. Ho sempre seguito i suoi intelligenti e penetranti consigli, tanto da essere costretto a riscrivere decine di pagine dei miei romanzi.”

  • L’arte di essere fragili di Alessandro D’Avenia

Moderno e classico si intrecciano. È una poesia nella poesia quella di D’Avenia che prende sottobraccio un Leopardi adolescente e lo porta tra i banchi di scuola, lo accomoda a fianco ai suoi alunni, lo introduce agli studenti e ai lettori.

L’obiettivo? Tanto per cominciare, demolire la cultura perpetrata dalle scuole secondo cui leopardiano è sinonimo di tristezza, depressione, pessimismo cosmico e partendo da qui arrivare ad una maggiore consapevolezza di chi è l’adolescente e perché la fragilità costituisce una punto di forza in un mondo che ci vuole perfetti, altamente competitivi per essere al passo, essere all’altezza.

Una nuova chiave di lettura ci avvicina ad un autore tra i più vicini agli adolescenti di ogni epoca: bisogno di attenzioni, richiamo disperato all’affettività dolori di vita vera, fragilità punti di forza e debolezze, coraggio, ricerca di se stessi fuori dalle mura di casa, andando oltre quella siepe che il guardo esclude.

Scopriamo così che Leopardi non era solo Leopardi il poeta, ma anche Giacomo. Giacomo il figlio, Giacomo l’adolescente, Giacomo l’esploratore, Giacomo l’amico. Un Giacomo uomo e non solo genio.

Ma in questo libro troverete anche voi stessi e i vostri figli. Troverete tutte le sfumature della vita che accompagnano ciascun essere umano.

Chi non conosce l’età anagrafica dell’autore potrebbe avere la sensazione che a raccontare sia un uomo di una certa età, navigato, vissuto, vista la saggezza che traspare dalle pagine. Forse è questo il segreto di un bravo autore: prima di saper raccontare, deve saper sentire. Sentire è un’altra di quelle parole che va indagata per essere compresa, perché chi sente solo con le orecchie è cieco e sordo.

Quando siamo completamente in sintonia con qualcuno sentiamo un certo ‘feeling’ (dall’inglese feel tatto, sensazione) perché sentiamo l’altro completamente, fisicamente ed emotivamente. Ci lasciamo trasportare da quella sensazione di compatibilità.

Chiara Sciarra

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