Leonardo DiCaprio, cosa c’è di così straordinario in lui?

leonardo dicaprio

Con tre decenni di carriera alle spalle, Leonardo DiCaprio è diventato nel tempo un icona indiscussa di Hollywood. Tutte le sue interpretazioni sono state intense e monumentali, capaci di riflettere l’enorme talento e il duro lavoro che c’è dietro ognuna di queste

Oggi, il protagonista della mia amata rubrica Red Carpet su Shockwave Magazine è il sempre magnifico Leonardo DiCaprio. Un attore dalle mille sfaccettature, capace di dare prestigio ad ogni ruolo.
Gli occhi azzurri, i capelli biondi e il sorriso magnetico lo hanno reso l’idolo di milioni di teenagers negli anni ’90. Le performance impegnative, l’eleganza e la coerenza lo hanno portato ad essere una star di fama internazionale. Eppure sembra che la grandezza ed il genio artistico siano scritte nel nome: Leonardo. La leggenda narra che quando la madre – a cui è legatissimo – si trovava agli Uffizi di Firenze, il piccolo scalciasse dentro il pancione proprio mentre la donna era davanti a un quadro di Da Vinci. Da qui il nome.

Vi hanno mai fatto la domanda “quali sono i tuoi attori preferiti?”. A me si, tantissime volte. Ed è una delle domande che mi mette sempre un po’ di suggestione e un po’ d’ansia. Tuttavia, tra uno che andava e un altro che veniva, nel mezzo c’era sempre Leonardo DiCaprio. Sfido chiunque – chiunque – a non avere DiCaprio nella propria top ten degli attori del cuore.
Lui entra di diritto e con estrema naturalezza nella categoria dei “più”: tra i più amati, più fotografati, più attivisti, più determinati, più riservati, più generosi, più invidiati, più istrionici, più misteriosi, più intensi. E’ un concentrato di talento e passione di cui non possiamo, e non vogliamo, fare più a meno.

leonardo di caprio
Leonardo DiCaprio accepts the award for best actor in a leading role for “The Revenant” at the Oscars on Sunday, Feb. 28, 2016, at the Dolby Theatre in Los Angeles. (Credit by Chris Pizzello)

Non voglio parlare di lui elencando tutti i personaggi – magnifici – che ha incarnato. Quella è storia. E’ come se dovessi parlare delle azioni di Martin Luther King o quelle di Enrico VIII. Non basterebbe di certo un articolo per descriverle. Questa volta Leonardo lo voglio raccontare in tutta la sua intera bellezza, ma dal mio punto di vista.

Come più o meno tutti quelli della mia generazione, DiCaprio ha letteralmente invaso la mia vita quando avevo più o meno sei anni, da quando lo vidi interpretare il clandestino romantico a bordo del Titanic. Anno dopo anno ha scavato nel mio cuore con costanza delicatezza, prendendosi uno dei posti più importanti. Perché se nella – mia – vita tutto passa e tutto cambia, Leonardo DiCaprio resta. Lui è quel porto sicuro dove gli amanti di cinema vanno ad attraccare. E’ il calore di una casa dopo giorni d’hotel. E’ un piatto di carbonara dopo un mese di dieta. E’ un raggio di sole in una giornata grigia. E’ la domenica mattina dopo una settimana di lavoro. E’ sicurezza in tutto quello che fa e in tutto quello che dice. E’ la certezza che il bello esiste, anche se non è perfezione.

Recito personaggi fittizi per risolvere problemi inesistenti e credo che l’umanità si sia approcciata al cambiamento climatico con le stesse modalità, come se si trattasse di finzione.

Leonardo DiCaprio

Diciamocela tutta, per me Leo – si, è e sarà sempre Leo – è uno di famiglia, un punto di riferimento indiscusso. La sua presenza è una costante. Ho riso, pianto, disperato, gioito, penato, amato insieme a lui. Mi sono arrabbiata per ogni Oscar non ricevuto ed ho esultato quando finalmente sul palco degli Academy Awards lo hanno incoronato “re”. L’ho guardato con gli stessi occhi emozionati e soddisfatti di Kate Winslet, che nessuno quanto lei sapeva della voglia di Leo di stringere forte quella statuetta troppe volte negata. Ho sognato di essere Rose, decidere che su quel pezzo di legno nell’oceano c’era spazio per entrambi e che potevamo arrivare a New York insieme, avere cinque figli ed essere testimoni dalla “grande mela” delle tragedie e delle meraviglie del novecento.

Non posso che essere grata a Leo. Grata perché in tutti questi anni mi ha insegnato che arrivare secondi non è una sconfitta; che non bisogna prendersi troppo sul serio; che quello che gli altri pensano non è indispensabile; che la dedizione ed il coraggio alla fine pagano; che il silenzio è sinonimo di decenza; che si può essere nobili senza sangue blu; che non importa la quantità ma la qualità; che è meglio essere che apparire.

E allora grazie per essere così straordinariamente Leo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *